di CORRADO LARONGA
Sei anni fa Torino si apprestava a conoscere Unforgettable, forse il progetto di ristorazione più folle e geniale che la città avesse mai visto.
Alla guida, il suo ideatore: Christian Mandura, uno che ha cominciato a mettere le mani in pasta nella trattoria di famiglia ed è finito a fare qualcosa che finora, per lo meno qui, nessuno aveva mai nemmeno immaginato.

Un ristorante in cui non ci sono tavoli, ma solo un bancone conviviale da 10 posti, ognuno illuminato con la sua lampada personale e dotato di un comodo sgabello alto, entrambi di design, ça va sans dire. Una volta preso posto, gli ospiti potevano vivere un’esperienza di cucina realmente immersiva, durante la quale i cuochi preparavano e servivano loro i piatti direttamente da dietro il bancone, senza che vi fosse nemmeno un vetro a separare l’esperienza di chi crea da quella di chi gusta.
Oggi, Christian Mandura ha scelto di intraprendere un nuovo percorso professionale sempre a Torino, ma si è premurato di lasciare il suo Unforgettable in ottime mani. Le prime sono quelle di Stefano Mancinelli, che con lui aprì il ristorante nel 2019 e in questi sei anni è stato protagonista dei suoi servizi e delle sue rivoluzioni.

E poi c’è Sabrina Stravato, che invece è arrivata nel 2021 come pastry chef e che oggi, insieme a Stefano, ha preso in mano Unforgettable dandogli una nuova identità creativa che non ha tolto nulla alla filosofia delle origini, ma le ha aggiunto un tassello nuovo, del tutto personale e altrettanto “folle”, com’è nella tradizione del ristorante.
Sempre 10 posti, sempre nessuno stacco tra sala e cucina, sempre il vegetale al centro, cioè l’inversione di quel paradigma consolidato che vede la proteina come protagonista del piatto e i vegetali come contorno. Qui è esattamente il contrario, fin dalle origini, ma Stefano e Sabrina hanno fatto di più.

Il nuovo menu si chiama Confine – dice Stefano Mancinelli – ed è una fusione delle identità gastronomiche mia e di Sabrina, un percorso che non prevede più un confine netto tra dolce e salato. In ogni piatto si trovano infatti sfumature dell’uno e dell’altro gusto, senza nessuna forzatura, ma con una convivenza armonica ottenuta grazie all’incontro di tecniche, materie prime e texture ascrivibili sia alla cucina salata sia alla pasticceria.
Dopo il vegetale al centro cade, dunque, un altro dogma gastronomico a favore di una tensione creativa che forse non piacerà a tutti, ma che di sicuro non lascerà nessuno indifferente. Coraggioso, senza dubbio, e il coraggio merita sempre almeno una possibilità.

Il bello del nuovo corso di Unforgettable – dice Sabrina Stravato – è che porta il concetto di confine ancora più lontano. Non c’è confine tra chi cucina e chi mangia e non confine nemmeno più tra dolce e salato. Gli ospiti sono al centro dell’esperienza ed esplorano mondi nuovi di cui noi cuochi siamo in un certo senso le guide. Anche per noi si tratta di territori inesplorati e, per questo, ancora più stimolanti. Il nostro scopo è essere soddisfatti di quello che facciamo e far star bene i nostri ospiti, lavorando al massimo delle nostre possibilità. Il livello deve essere sempre altissimo.
Nota di chiusura: con i suoi 29 anni, Stefano Mancinelli è il più “vecchio” della brigata, con il più giovane che ha appena 20 anni. E se c’è una cosa in cui la tanto vilipesa Generazione Z non difetta, questa è proprio la creatività.
Unforgettable si trova in via Lorenzo Valerio 5B a Torino e osserva i seguenti orari:
Da martedì a venerdì: 20:00 – 00:00
Sabato: 12:00 – 16:00 e 20:00 – 00:00


