• blog

A Torino per i 50th Best 6 ristoranti italiani tra i 50 migliori del mondo

di CORRADO LARONGA

Non c’è stato il tappeto rosso, ma una parata di stelle sì per la prima volta dei 50th World’s Best Restaurants in Italia, gli “Oscar” del cibo che si sono tenuti ieri a Torino all’Auditorium Giovanni Agnelli. L’evento, che ogni anno premia i 50 migliori ristoranti e ristoratori del mondo, è andato in scena in un luogo simbolo di Torino, il polo del Lingotto che ne rivela da un lato l’anima industriale e dall’altro la spiccata propensione all’evoluzione. Non è un segreto che, ormai da anni, la nostra città si sia trasformata in una meta turistica di rilievo, ambita per le sue bellezze artistiche, per il suo valore culturale e anche – e forse soprattutto – per la sua ricchezza gastronomica. Proprio nell’anno in cui il Piemonte ha candidato la sua cucina a Bene Immateriale dell’Unesco, un esercito di chef, giornalisti, gastronomi e blogger si sono riuniti a Torino per celebrare la classifica internazionale più attesa, con grandi aspettative per le posizioni dei ristoranti italiani che da anni ne fanno parte. Vediamo cosa è successo.

Dopo una discesa vertiginosa, che ci aveva lasciati tutti con il fiato sospeso, torna a salire Mauro Uliassi con il ristorante omonimo a Senigallia, già tre stelle Michelin. 43° posizione per lui, ben sette in più rispetto al posizionamento del 2024.

Montagne russe anche per il “nostro” Enrico Crippa a Piazza Duomo, Alba, il ristorante tre stelle Michelin della famiglia Ceretto che dopo essere entrato come 41° nel 2013 ha poi raggiunto la 15° posizione nel 2017, per poi finire 39° lo scorso anno. Quest’anno, il visionario chef brianzolo guadagna sette posizioni e sale al numero 32.

Un gradino sopra Enrico Crippa si piazza Massimiliano Alajmo con Le Calandre, il più longevo dei ristoranti italiani in questa speciale classifica in cui è comparso ininterrottamente dal 2006 al 2024, quando arrivò 51°. Rientra quindi nell’Olimpo della ristorazione scalando addirittura 20 posti e raggiungendo il 31° posto.

Entriamo ora nella top venti con Norbert Niederkofler, che dopo l’addio al St. Hubertus fa un risultato strepitoso e raggiunge, da new entry, la ventesima posizione con il suo Atelier Moessmer, aperto appena due anni fa a Brunico.

Niko Romito con il suo Reale di Castel di Sangro guadagna una posizione rispetto a quella dello scorso anno, che lo vedeva 19°. Anche per lui, come da tradizione dei 50th Best, un po’ di su e giù fino alla consacrazione del 2025, che lo trova al 18° posto.

Il gradino più alto del podio per i ristoranti italiani si ferma alla 16° posizione con Riccardo Camanini a Lido 84 di Gardone Riviera, lontano da quel 7° posto che lo fece rientrare tra i magnifici 10 nel 2023, ma pur sempre miglior ristorante italiano del mondo, un grande risultato.

Leggi la classifica completa.

Altri Post di Menu à Porter