di ANASTASIA OSSOLA
A Torino c’è sempre aria di novità, e non potremmo esserne più felici: di posti dove mangiare e bere bene non ci stanchiamo mai.
Per questo vi presentiamo 10 nuove aperture da non perdere assolutamente.
1. Cou Cou

Già dal nome vi verrà in mente la Francia e avrete ragione: la ritroverete in ogni piatto, anzi… in ogni piattino! Continua infatti la tendenza dei grandi sapori serviti in formato “petit plats”, perfetti da condividere, con la convivialità al centro e una selezione di ottimi vini naturali ad accompagnare l’esperienza gastronomica. Cou Cou è giovane, frizzante e divertente, proprio come racconta il suo motto “Miscela – stappa – spadella” e come i suoi tre fondatori: Giovanni Saracino che miscela, Martina Macori che stappa e Luca Poccatino che spadella. Il menu è ricco e variegato: si parte dai petit plats, con prezzi tra i 3 e i 4 euro, per proseguire con i plats che vanno dai 12 ai 22 euro. Non mancano i contorni, tra i 5 e i 6 euro, e per concludere in dolcezza i dessert, intorno ai 6-7 euro.
Imperdibili:
Raviolo di Betterave – Raviolo di Barbabietola, Tomino, Limone fermentato e Citronette
Cordon Bleu – Pollo giallo, Prosciutto Cotto, Comté 24 mesi, Fondo di pollo e acqua di Fungo fermentata
Purée de pomme de terre – Purée di Patate Tradizionale (Ricetta di Joël Robuchon)
2. Dispensa

Porta la firma di Compagnia dei Caraibi il nuovo progetto inaugurato all’interno della Galleria Subalpina. Non solo cocktail bar, ma anche enoteca e gastronomia — con proposte sia da asporto che da gustare sul posto — firmata dai Costardi Bros. In cucina, i piatti della tradizione piemontese incontrano l’estro contemporaneo e l’avanguardia dei fratelli Costardi, mentre al bancone prende forma una cocktail list pensata ad hoc, che celebra ancora una volta il Piemonte attraverso uno dei suoi prodotti simbolo: il Vermouth. Aperto da martedì a domenica dalle 11 alle 22 (domenica fino alle 20), l’ambiente è caldo e accogliente, con l’intento di diventare un luogo di incontro e convivialità, di condivisione e al tempo stesso di rifugio. Qui l’esperienza cambia a seconda del momento della giornata: un calice di vino o un cocktail per l’aperitivo, un piatto della tradizione per cena, o una sosta veloce per un pranzo informale. Un format versatile che vuole parlare a un pubblico ampio, dagli appassionati di mixology ai cultori della cucina piemontese.
3. Te Pareva – Osteria Popolare Romana

Amanti della cucina romana, questa è per voi!
Dopo tanti anni di esperienza nella ristorazione, Vincenzo Cozzolino ha deciso di spiccare il volo con un progetto tutto suo, affidandosi a Yari Sità, giovane chef noto per i suoi trascorsi in importanti cucine torinesi, tra cui il Ristorante Del Cambio. Dalla colazione alla cena, Te Pareva è il luogo perfetto dove lasciarsi andare a momenti di leggerezza e convivialità. Una cucina sincera, un servizio accogliente e un menu tutto da scoprire. L’idea è chiara: diventare un punto di riferimento capace di “rimettere tutto al posto giusto” e risollevare l’umore in ogni occasione. Non solo piatti della tradizione romana reinterpretati con cura, ma anche un ambiente caloroso che fa sentire subito a casa, tra sapori genuini e convivialità autentica. Niente fronzoli, solo sostanza: prezzi accessibili e piatti pensati per tutti. Dai fritti (3-8 euro) ai primi di pasta fresca (8-12 euro), dai secondi (12-14 euro) ai contorni (4-6 euro), fino agli immancabili dolci, tutti proposti a 6 euro.
Imperdibili:
Supplì al telefono – Riso al pommodoro co’ er core de mozzarella, croccante fuori e filante dentro
Carbonara – Rigatoni co’ la crema d’ovo, pecorino, guanciale e pepe nero
Maritozzo – Soffice brioche farcita co’ la panna montata fresca
4. Enoteca al 48

A competere nella battaglia dei “piattini” arrivano i morsi. Ma non fatevi ingannare dal nome, perché quello che troverete in questo piccolo localino di via Mazzini 48 vi lascerà davvero a bocca aperta (e non certo asciutta!). Un piccolo specchio racconta i piatti del giorno: ricette che possono sembrare semplici, ma che rivelano a ogni assaggio un’esplosione di gusto. Sulla parete, una lavagna invita con una selezione di vini curata da chi, di vini, se ne intende davvero. In sala Francesca Calamari, in cucina Federico Vezzetti: insieme danno vita a un’esperienza pensata in ogni minimo dettaglio. Basti citare il loro vitello tonnato, che gioca con l’innovazione eliminando acciughe, tonno e uova dalla salsa, per sostituirli con fagioli bianchi ed estratto di calamaro, rifinito da un olio al cipollotto.
5. Coltura Bistrot
È la scelta consapevole delle materie prime a rendere questo nuovo locale una vera e propria bandiera, un bistrot moderno che — come amano dire loro stessi — vuole unire coltura e cultura. Dall’aperitivo alla cena, ogni piatto è pensato per essere condiviso e abbinato a vini, cocktail o birre artigianali, con un’attenzione particolare alla valorizzazione del territorio e alla stagionalità degli ingredienti. Il menu è semplice, autentico e fresco: si parte dalle tapas e dai crostoni, si prosegue con paste e focacce, per poi chiudere in dolcezza con una selezione di dessert che completano il percorso. Un format giovane e dinamico, che parla a un pubblico curioso e attento, capace di apprezzare la qualità senza rinunciare a un’atmosfera informale e conviviale. Un nuovo indirizzo che promette di farsi spazio nella scena gastronomica torinese.
Imperdibili:
Trota / Patate / Senape – filetto di trota accompagnata da patata all’aneto e salsa di senape e miele
Albicocche / Formaggio / Miele – crostone in cui la dolcezza delle albicocche cotte si intreccia con la forza del formaggio erborinato, il miele armonizza e avvolge
Parmigiano / Pepe / Limone – la nostra cacio e pepe
6. Spirito Osteria
Quando una scuola di cucina decide di aprire un ristorante, possiamo quasi esser certi che l’esperienza sarà all’altezza delle aspettative. E da Spirito Osteria questa promessa è mantenuta: qui tutto parla di tecnica, precisione e cura dei dettagli. Dalla sala ai piatti, ogni elemento riflette la mano di chi ha maturato esperienze importanti: c’è chi ha calcato le cucine di grandi ristoranti stellati e chi ha affinato il gusto estetico nel campo dell’interior design. Il menu rende omaggio al Piemonte contaminandolo con suggestioni della cucina di montagna. La formula è tanto semplice quanto efficace: 1 piatto a 20 euro, 2 piatti a 32 euro, 3 piatti a 42 euro. Non assaggi fugaci, ma portate di sostanza, pensate per costruire un vero e proprio percorso in tre momenti. E a chiudere, i dessert (8 euro): creazioni che portano la firma e gli insegnamenti di Loretta Fanella, un nome che è sinonimo di eccellenza quando si parla di pasticceria.
Imperdibili:
Lingua, salsa tonnata alla senape e levistico
Gnocchi al blu d’Ambert, limone di Amalfi e pepe di Jamaica
Bonet della tradizione, amarene candite, croccante alla nocciola e chantilly all’amaretto
7. That’s Emilia
Onore all’Emilia-Romagna anche a Torino, grazie allo chef Giuseppe Rambaldi — in passato sous chef di Davide Scabin al Combal.Zero — che insieme ad altri tre soci ha deciso di portare in città il meglio della tradizione emiliana, interpretata in chiave pop. In carta non mancano i grandi classici: salumi, tigelle, gnocco fritto, ma soprattutto le paste fresche, dalle tagliatelle ai tortellini, passando per i cappelletti e le lasagne, veri protagonisti della tavola. Il concept del locale è volutamente informale e conviviale: uno spazio dove fermarsi per un aperitivo con taglieri e un calice di Lambrusco oppure per un pasto soddisfacente, in cui i carboidrati sono protagonisti (come scherza Rambaldi).
Imperdibili:
Piada “L’Emilia” – Crudo di Parma 24 mesi, Squacquerone Romagnolo e Rucola
Tagliatella al Ragù
Zuppa Inglese
8. Pescherie Riunite
Dal banco alla tavola, nel vero senso della parola.
Il pesce, sempre freschissimo, accoglie gli ospiti già all’ingresso, esposto nel banco come in una vera pescheria. Da lì passa direttamente al menu, interpretato quotidianamente secondo la proposta del giorno: piatti che cambiano in base al pescato e alla fantasia della cucina, per garantire sempre freschezza, stagionalità e creatività. Dopo il successo dei suoi cinque indirizzi milanesi, Pescherie Riunite approda anche a Torino. In Via Tarino, a due passi dalla Mole Antonelliana, basta varcare la soglia per dimenticarsi di essere nel cuore della città: l’atmosfera, i profumi e i sapori vi catapultano direttamente in riva al mare. Dimenticatevi il classico ristorante dove ci si siede, si legge il menu e si attende di ordinare. Qui si entra in una nuova dimensione: un menu a crocette che vi mette al centro dell’esperienza, lasciandovi la libertà di scegliere in autonomia semplicemente spuntando ciò che più vi ispira. Un modo semplice e divertente per vivere la cena in compagnia.
9. Ciao Pollo
C’è chi lo ha già incoronato come il miglior pollo di Torino: semplice, morbido, succoso.
Un format senza troppi giri di parole, che va dritto al punto: due soffici fette di pane racchiudono un filetto di pollo fritto — disponibile anche in versione piccante, insalata croccante, cheddar, cetriolini e una salsa mayo capace di creare dipendenza. Il menu? Essenziale: chicken burger o spicy chicken burger. Niente di più, niente di meno. E a completare l’esperienza, le immancabili patatine fritte, dorate e irresistibili già al primo sguardo. I prezzi sono alla portata di tutti: 8 euro per i burger (sia classico che spicy), 3 euro per le patatine, 1 euro per l’acqua, 2,50 euro per le bibite e 3 euro per la birra. Un luogo dove la semplicità incontra la qualità, e ogni morso è un piccolo piacere da condividere.
10. Smashers

C’è chi ammette di essere dipendente dagli smash burger e chi non lo dice, ma la verità è che nessuno riesce a resistergli. A Torino ha trovato la sua casa Smashers, catena italiana interamente dedicata a questo format, che proprio dal capoluogo piemontese ha deciso di partire per la sua espansione. Gli spazi richiamano atmosfere anni ’60: minimal, puliti e immersivi, perfetti per lasciarsi tentare da un menu che punta tutto sulla qualità. Come vuole la tradizione dello smash burger, il pane è di patate, soffice e avvolgente, mentre la carne viene schiacciata sulla piastra per caramellizzare zuccheri e proteine, restando croccantissima fuori e succosa dentro. In carta troviamo quattro proposte — Classic Burger, Cheeseburger, Fried Onion e Chicken — da accompagnare con patatine fritte dorate e irresistibili nuggets di pollo, preparati con una panatura tutta piemontese a base di farina, uova e grissini.Un format semplice ma curato nei dettagli, dove ogni morso racconta la passione per il burger perfetto. E una volta provato, sarà difficile fermarsi al primo.