di CORRADO LARONGA
Colazione a Torino? Ormai è un rito importante quasi come l’aperitivo. Ai torinesi non bastano più brioches e cappuccino, siamo tutti alla ricerca di quella viennoiserie che tra occhi e palato faccia dire wow e in città, di questi tempi, c’è da sbizzarrirsi. Apripista fu La Farmacia del Cambio, che anni fa inventò il croissant più copiato d’Italia, il famoso Crubik, che ancora oggi riesce a mettere in coda centinaia di concittadini in piazza Carignano, ma nel tempo sono diventati sempre di più i forni artigianali che offrono gusti e forme sempre più golosi. Ne abbiamo raccolti 10.

Galeotto fu il Crubik, per l’appunto. Lanciato dall’allora pastry chef della Farmacia Maicol Vitellozzi, oggi questo cubo non è solo il simbolo della colazione “nouvelle vague” a Torino, ma anche una delle brioches (o cornetti, o croissant, o paste, o come vi pare) più copiate d’Italia. Dentro questo fragrante cubo che ricorda la forma dei sampietrini di piazza Carignano c’è una golosa crema pasticcera che aspetta solo di impiastricciarti la faccia, ma chi se ne frega, è talmente buono che vale anche un giro di lavatrice in più.

Spiace dirlo, ma in Piazza San Carlo per tanti anni i caffè storici hanno un po’ deluso. Poi è arrivata la nuova gestione del Caffè San Carlo, che ha affidato la cucina ai gran maestri dei risotti, i già stellati Michelin Christian e Manuel Costardi, e tutto è cambiato. Da quando anche le colazioni sono nelle loro mani è nata La Carla, un croissant dalla forma ovale e dall’alveolatura pronunciata, con un impasto al cacao, una crema golosa al caffè e un sentore di caramello, sempre al caffè, dolce e pungente allo stesso tempo. In una parola: indimenticabile.

“Tradizionali e pazzi innovatori, fornai in fermento.” Si definiscono così i fratelli Mosso, che nel 2018 aprirono alla porte di Santena il loro Grano, panetteria, pasticceria, bistrot e chi più ne ha più ne metta. Hanno affidato i forni a un altro “pazzo”, Sergio Scovazzo, che fa pure rima e che con la sua creatività ha portato in breve tempo l’attività all’attenzione delle firme che contano, tipo la guida del Gambero Rosso, e all’apertura di un nuovo forno a Torino. Non c’è un croissant più identitario dell’altro qui, perché sono tutti super golosi e degni di essere assaggiati. Ancora, ancora e ancora.

Chi, come chi scrive, è già un po’ in là con gli anni si ricorderà che al numero 53 di via Cibrario c’è sempre stato un panificio, ma da quando Jacopo Pistone ha rilevato l’attività è diventato qualcosa di più. Non a caso, è sempre pieno di clienti che cercano panificati di tutti i gusti, grissini e una quantità di pizze e focacce da far girare la testa a qualsiasi dietologo. E poi, la viennoiserie, con croissant e brioches classici e più creativi, che spesso ospitano delle limited edition per il sabato o per i giorni festivi, con farciture extra golose che creano dipendenza.

Eccolo qui, l’artefice di tutto questo fiorire di viennoiserie. Maicol Vitellozzi, che dopo aver sconvolto gli equilibri della viennoiserie italiana con il Crubik ha aperto il suo forno, a nome Maicol, lanciandolo con un’altra golosa follia: Il Pianeta. All’interno un babà al caffè, avvolto da una delicata e setosa crema di tiramisù, con anelli di pasta croccante all’esterno che offrono una texture unica. Un viaggio di sapori che unisce caffè e mascarpone regalando un’esperienza indimenticabile, il modo migliore per iniziare la giornata.

È dal 1988 che Piscitella ingolosisce i torinesi, ma mai come negli ultimi anni ha deciso di esagerare. Entri e devi farti spazio tra frotte di voraci concittadini in carenza di zuccheri che perdono la testa (e come dargli torto?) di fronte a una vetrina immensa che trabocca di viennoiserie. Praticamente un banchetto degno di Lucullo, in versione dolce. Qui davvero non sai cosa scegliere e sinceramente dobbiamo dirvi che una sola visita non basta: tornate più e più volte e assaggiate tutto, solo così saprete cosa sarà il vostro “to die for” per una colazione a Torino!

Ogni classifica ha il suo “fuori quota”, che sostanzialmente è il posto meno blasonato (chissà perché), ma altrettanto valido. La Bombonera, nella via Cibrario dei Maestri del Gusto, è proprio questo. Il pastry chef Andrea Calabrese, oltre a regalarci i mignon tipici della pasticceria sabauda, ci tenta ogni giorno con viennoiserie da urlo, tra pain suisse, pain au chocolat, krapfen farciti al momento e croissant con crema al pistacchio che quando li mordi ti fanno fare un volo Torino – Sicilia, andata e ritorno, che nemmeno con Ryanair trovate a quel prezzo.

Nuova nuova, nata nel 2024 dalla passione di Maria e Giacinto, che dopo anni di esperienze nel settore dolciario hanno deciso di aprire la loro bakery per ricordarci ancora una volta che la colazione è il pasto più importante della giornata. Qui non ci sono barriere geografiche, per fortuna, quindi troviamo croissant, pain au chocolat, pain suisse ma anche muffin, brownie, plumcake e maritozzi, senza dimenticare le più creative “Palla di Calcio” con crema pasticcera e gianduia o il “Fiocco” ripieno di cioccolato bianco e lamponi.

Se qualunque scolaresca d’Italia viene a Torino per visitare il Museo Egizio, un motivo ci sarà. Il fil rouge che lega la nostra città al dono del Nilo è più saldo che mai, ecco perché Roberto Miranti della pasticceria Orsucci ha ben pensato di creare un croissant a forma di… piramide! La ricetta della pasta è d’ispirazione francese, senza uova, ma con una buona dose di burro, mentre l’interno è tipicamente piemontese, con un cioccolato fondente con nocciole che magari non farà rivivere i faraoni, ma le nostre papille gustative sicuramente sì.

Sì, quando vai a casa di qualcuno e sei incaricat* del dolce, un bel cabaret di pasticcini è la scelta migliore. Così non poteva esserci nome più azzeccato per questo forno-pasticceria aperto da Entoni Pasquariello, valsusino con sangue napoletano che del suo laboratorio ha deciso di fare arte e spettacolo, mantenendo a vista l’intera produzione. E che produzione. Qui gli amanti della colazione sono proprio nel Paese dei Balocchi, basta scegliere se vuoi stare in Francia o in Italia, o più precisamente a Napoli, l’importante è che arrivi con lo stomaco vuoto, che a riempirlo ci pensiamo qui!


