di ANASTASIA OSSOLA
Dal Sud a Torino, la filosofia dello chef de Il Brigantino celebra il mare con piatti che parlano di tecnica, cuore e verità.

Giuseppe Di Natale, chef e anima de Il Brigantino, è il cuore pulsante di uno dei ristoranti di mare più amati di Torino. Originario di Napoli, ha portato nel capoluogo piemontese la sensibilità e la cultura gastronomica del Sud, reinterpretandole con eleganza, misura e un profondo rispetto per la materia prima.
Dopo un percorso maturato tra diverse esperienze nel mondo della ristorazione, dai locali storici torinesi come il Sol Levante fino a collaborazioni in Toscana e in cucine d’ispirazione orientale, Di Natale ha costruito una visione personale e coerente, fondata sulla semplicità, sulla stagionalità e sull’ascolto del prodotto.

Al Brigantino si respira un’atmosfera sincera e accogliente, dove ogni dettaglio racconta la passione e la continuità di un progetto gastronomico diventato, nel tempo, un punto di riferimento per chi cerca la vera cucina di mare a Torino. Di Natale ama dialogare con i suoi ospiti, condividendo la sua idea di cucina come esperienza conviviale, fatta di autenticità, calore e verità.
La sua filosofia si fonda su un principio chiaro: “lasciare che sia l’ingrediente a parlare”. Nessuna forzatura, nessuna ostentazione: i sapori sono nitidi, i condimenti misurati, le cotture delicate. Di Giuseppe colpiscono la calma e l’assenza di arroganza: crede profondamente in ciò che fa, e lo fa nella maniera più umile possibile. Questa umiltà si traduce in piatti che sono eleganza allo stato puro, esplosione di colori e sapori perfettamente in sintonia, frutto di un equilibrio raro tra tecnica, cuore e passione.
Il Brigantino è, senza dubbio, un ristorante da segnare; e Giuseppe Di Natale, uno chef da non sottovalutare.
Ecco cosa abbiamo mangiato:

Polpo, burrata e frutto della passione/Gambero in crosta di paprika e maionese speziata/Tartelletta con spuma di parmigiano e cipolla caramellata/Salmone marinato e maionese al limone









