di CORRADO LARONGA
Nel cuore di Torino, a due isolati appena da Le Vitel Etonné, è ormai entrata a pieno regime la produzione di Le Vitel à Porter, il laboratorio artigianale di pasta fresca pensato e realizzato da Luisa Pandolfi e Massimiliano Brunetto soci titolari del ristorante.

La pasta, al “Vitello” (come viene chiamato amichevolmente Le Vitel Etonné) si è sempre fatta in casa, ed è sempre stata così apprezzata dai clienti che con gli anni la domanda è cresciuta, le proposte si sono moltiplicate, e la cucina dell’iconico locale di via San Francesco da Paola ha iniziato a essere un po’ stretta per poter accontentare tutti.
Il Covid, paradossalmente, ha fatto da acceleratore. Con un numero crescente di clienti desiderosi di primi piatti, di dolci, di “qualcosa del Vitello da portare a casa”, è emersa una necessità improrogabile: trovare uno spazio dedicato alla produzione. E quando è comparso un annuncio proprio in via San Francesco da Paola 9, l’occasione si è presentata come un segno. Il locale era un ex ristorante indonesiano, ma ciò che ha contato davvero è stata la sensazione immediata che ha avuto Luisa entrandoci dentro: un colpo di fulmine. Quel luogo sarebbe diventato il laboratorio di pasta fresca di Le Vitel Etonné.

Così, Le Vitel à Porter ha ufficialmente aperto le porte qualche settimana fa e si è rivelato molto di più che un semplice pastificio. Lo potremmo definire un gastroristorantino, a metà tra una gastronomia e un ristorantino con qualche posto al bancone, per chi vuole mangiare la pasta fresca cotta e condita sul momento. Il bello è che qui l’orario di apertura è continuato dalle 12 alle 21, quindi chiunque potrà entrare, scegliere una pasta e un sugo (entrambi fatti in casa) e vederli trasformati in un piatto espresso, pronto da gustare sul posto o da portare via con sé, crudo o cotto.
Nel nuovo progetto convivono più anime, in perfetta armonia. C’è il contributo del Convitto Café, partner per la pasticceria vegana, e una collaborazione esclusiva con Malvirà per la proposta enologica. Nasce così un microcosmo di sapori che si estende ben oltre il perimetro del Vitel: dolci storici del ristorante, torte vegane, pasta fresca e vini selezionati.

Una parte del laboratorio sarà interamente dedicata alla produzione gluten free, sia per la pasta che per i dolci, rispondendo a una richiesta sempre più diffusa. Ma non solo: in una zona specifica avverrà anche il confezionamento in atmosfera modificata, permettendo così ai prodotti freschi di viaggiare, di essere portati lontano senza perdere la loro qualità.
Una proposta, insomma, tra lo streetfood e il pastificio, tra la gastronomia e il ristorantino. Un’anima giovane, inclusiva e aperta a tutti, una nuova pagina del Vitel Etonné scritta con la stessa calligrafia appassionata delle origini e con lo zampino, come sempre, dell’inesauribile passione di Luisa Pandolfi.
In bocca al lupo, anzi, al Vitello!


