di CORRADO LARONGA
Quella di Marco Sacco e del suo Piccolo Lago, già due stelle Michelin, è sempre stata una storia di successo. Ristoranti con una stella Michelin, eccellenti, ce ne sono tanti, mentre nell’Olimpo delle tre stelle sono meno della metà della metà. I due stelle Michelin sono quei semi-dei che brillano per rarità e perché chissà, forse un giorno potranno aspirare ad arrivare al top, ma per il momento si godono il loro status di specie mirabile e protetta.
Almeno finché di mezzo non ci si mette una vongola. Una maledetta vongola.
Sì, perché 4 anni fa – correva il 2021 post Covid – Marco Sacco è chiamato a organizzare al Piccolo Lago un matrimonio, uno dei tanti della sua lunga carriera. Il ristorante, del resto, in quel di Verbania e anche ben oltre, è una leggenda. Sacco e la sua squadra ci hanno riabilitato il pesce di lago, dimostrando che può essere buono come se non più di quello di mare, con buona pace di quelli che l’hanno sempre considerato il cugino brutto di orate e branzini.
Ma torniamo alle vongole. Sacco le acquista dal suo fornitore di fiducia, quello che negli anni gliene ha portate tonnellate. Sono così buone e così controllate che si possono mangiare crude, così come le serve agli invitati del matrimonio. E qui, il dramma. Più di 50 persone si sentono male, finiscono in ospedale con un’intossicazione alimentare e si costituiscono parte civile contro il ristorante che, nell’arco di un salut, perde la sua credibilità, la sacrosanctitas della sua fama e pure le due stelle Michelin. I francesi, del resto, sono noti per la rapidità con cui fanno cadere la ghigliottina su chi fino a pochi giorni prima veneravano e le conseguenze, spesso, sono funeste.
Sacco e il suo team, naturalmente, si professano innocenti: le vongole, nelle cucine del Piccolo Lago, non sono state toccate. Così come sono arrivate sono state servite, quindi per quale motivo la colpa del tragico incidente sarebbe da imputare a loro? Partono le indagini, si va a processo e dopo “appena”4 anni la giustizia italiana si pronunzia: Marco Sacco è innocente: le vongole sono arrivate già contaminate e la cucina del Piccolo Lago è immacolata (NAS dixit). Apriti cielo.
Ora, leggiamo un momento cosa dice il Codice Penale in termini di presunzione d’innocenza.
La presunzione di innocenza è un principio fondamentale del diritto penale che stabilisce che una persona accusata di un reato è considerata innocente fino a quando la sua colpevolezza non viene legalmente e definitivamente provata.
C’est comme ça, non serve aggiungere altro.
Quello che ci chiediamo adesso è: come si fa a ridare a Marco Sacco, a sua moglie, a tutto il Team del Piccolo Lago l’immagine che hanno inevitabilmente perduta? Una forte presa di posizione di Michelin Italia 2026 basterebbe? E quand’anche bastasse, arriverà?
Staremo a vedere, quello che è certo è che risalire sarà difficile, ma Marco Sacco di scalate se ne intende visto che ha portato la stella al ristorante più alto d’Italia (il Piano 35 di Torino) quando tutti ormai lo davano come l’ennesima promessa non mantenuta.


