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Ristorante Silos a Torino, una cucina che accoglie

di CORRADO LARONGA

Da Silos, ristorante di via Santa Giulia 21a a Torino ben noto ai lettori di Menu à Porter, il cibo è soltanto uno degli elementi dell’esperienza. Accanto a una proposta gastronomica curata e in continua evoluzione, c’è infatti una forte attenzione all’accoglienza, intesa come cura autentica verso chi entra in sala. Un’ospitalità a tutto tondo che non si limita alla cortesia e al servizio curato, ma si traduce in ascolto e disponibilità

Questo ascolto si riflette anche nella flessibilità con cui il ristorante risponde alle diverse esigenze dei clienti: non solo alimentari, ma anche organizzative. Sempre più spesso, infatti, Silos si apre ad aziende e gruppi che scelgono questo spazio per cene o incontri, trovando un contesto informale ma molto curato, capace di offrire soluzioni su misura e un ottimo rapporto qualità-prezzo.

silos ristorante torino sala interna

Sul piano delle esigenze alimentari, il menù è pensato per essere inclusivo, ma senza compromessi sulla qualità. C’è sempre almeno un piatto vegano in carta, ma quando serve la cucina si adatta: per esempio, può essere creato al momento un piatto fuori menù che sia realmente pensato per una specifica esigenza e non un’alternativa improvvisata. L’attenzione al dettaglio resta alta, anche per chi ha richieste particolari, e questo approccio si inserisce in un’idea più ampia di ristorazione consapevole.

silos ristorante torino, piatto su tavolo

COSA SI MANGIA AL RISTORANTE SILOS DI TORINO

Il menù, che cambia ogni due mesi, è il cuore pulsante del locale. Propone carne, pesce e piatti vegetariani, con una struttura compatta — quattro antipasti, quattro primi, quattro secondi e tre dolci — ma sufficiente a soddisfare tutti i gusti. L’ispirazione arriva dalla tradizione italiana nella sua interezza: si viaggia dal Piemonte alla Sicilia, passando per Sardegna e Campania, con qualche tocco orientale nei sapori, senza però mai forzare la mano o rinchiudersi entro rigide etichette. Ogni piatto conserva elementi riconoscibili della tradizione, ma viene reinterpretato con il carattere della casa che Michele Francica, titolare del ristorante, definisce senza esitazioni “sincero”. Niente fronzoli o nomi ridondanti: ciò che si legge nel menù è esattamente ciò che si ritrova nel piatto, in un esercizio di trasparenza e concretezza che è diventato una vera e propria cifra stilistica.

silos, ristorante torino, piatto su tavolo 2

COSA SI BEVE AL RISTORANTE SILOS DI TORINO

Anche la carta dei vini è frutto di una ricerca profonda e di lunga durata. Con oltre 300 etichette, tutte italiane, è il risultato di nove anni di visite e incontri diretti con i produttori. Oltre la metà delle cantine presenti in carta sono state fisicamente visitate: si privilegiano le realtà piccole, meno note, spesso legate a vitigni poco valorizzati per ragioni di resa o di distribuzione. Il Nebbiolo è il protagonista assoluto, presente in quasi tutte le sue declinazioni territoriali — dalle colline novaresi alla Valtellina, dalla Val d’Aosta alla Sardegna (sì, il Nebbiolo si fa anche in Sardegna) — ma c’è spazio anche per Pinot Nero e Sagrantino, vitigni che Michele considera tra i più eleganti e raffinati. E benché una buona parte dei vini siano naturali, non vengono indicati come tali in carta: si evita così di alimentare contrapposizioni o mode che spesso nascondono più marketing che sostanza. I vini si raccontano, se richiesto, direttamente al tavolo.

Il locale, situato in prossimità degli ex silos di Corso Regina, mantiene il suo stile industriale originario. Gli spazi sono divisi tra una sala industrial chic e un più ampio dehors da 25 coperti. La gestione è familiare: in sala ci sono sempre Michele, Stefano e Gabriele, presenza costante e riconoscibile per chi torna.

silos ristorante torino staff

Infine, un aspetto spesso invisibile, ma fondamentale: il ristorante Silos di Torino è una realtà sana, in cui tutti i dipendenti sono assunti a tempo indeterminato, i contributi sono regolarmente versati e gli obblighi statali sono tutti assolti. Un modello che, pur non sbandierato, è motivo di orgoglio e parte integrante dell’identità del locale.

 

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