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Mammoliti sbanca la Michelin: tre stelle per La Rei Natura

di CORRADO LARONGA

Quando si tratta di Guida Michelin, i pareri sono sempre discordanti. C’è chi la considera la bibbia dei gastro-gourmet e chi invece non si trova quasi mai d’accordo con le scelte dei “cugini”.
Di sicuro c’è che, se si parla di Piemonte, negli ultimi anni la “Rossa” sembra piuttosto parca di stelle, per non dire tirchia, che suona male.

Ma c’è di più. Se le stelle non arrivano, a volte addirittura se ne vanno. È il caso di Marco Sacco e del suo Piccolo Lago (di cui ci siamo occupati qui), che si è visto derubato delle due stelle quando delle vongole arrivate già compromesse nella sua cucina sono state servite in sala. O ancora il Cascinalenuovo di Isola d’Asti, il Gardenia di Caluso e Casa Vicina a Torino, giusto per citarne due o tre.

E poi ci sono le stelle che sembrerebbero meritate e che invece non arrivano. A Torino, questa redazione ne conta almeno due, così come nelle Langhe, dove il numero è anche più altro.

C’è un però: gli ultimi tre stelle Michelin entrati in guida sono piemontesi, quindi, tutto sommato, non ci possiamo lamentare. Nel 2022 fu Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo (che di stelle ne ha ben 8 e i cui allievi continuano a collezionarne a propria volta, come Emin Haziri, ex del Cannavacciuolo Bistrot Torino e oggi al Procaccini di Milano, appena premiato con la prima) mentre quest’anno a essere portato in trionfo è un predestinato come Michelangelo Mammoliti, che con La Rei Natura del Boscareto Resort a Serralunga d’Alba entra ufficialmente nell’Olimpo della ristorazione con la terza stella nella guida 2026.

Con questo traguardo, il Piemonte diventa la regione italiana con più tre stelle Michelin insieme alla Lombardia e l’Italia si conferma il secondo Paese per numero di stelle (391) dopo la Francia, irraggiungibile a 617.

Nella classifica generale per regione, il Piemonte è quarto, a parimerito con il Veneto, dopo Lombardia, Campania e Toscana.

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